Cultura Aziendale e Strategia

Evolvere in un mondo che evolve.

Mi capita sovente di notare come il Management di molte delle Aziende italiane stenti a comprendere sino in fondo quanto sia importante far sì che la cultura della propria azienda sia sempre allineata alla strategia con cui la stessa tenta di conquistare il mercato con i suoi prodotti e i suoi servizi.

Riconosco quanto, presi dall’“amore” che abbiamo per le nostre cose, sia faticoso creare questa sintesi e sintonia. Non è un caso che modificare cultura, abitudini, modalità operative, e quant’altro compete al nostro modo di essere e fare le cose di sempre, è uno tra i compiti più ardui che ogni giorno dobbiamo affrontare.

Intendiamoci, il “must” resta sempre quello di possedere una cultura fortemente radicata, ovvero una cultura nella quale processi, politiche, stili manageriali e leader incarnino i valori aziendali così da assicurare che i principi cardine dell’impresa si riflettano nelle decisioni e nelle azioni di tutto il personale. Ciò che qui si sta tuttavia affermando è che questa cultura deve necessariamente adattarsi ad un mondo che cambia e il mondo, che ci piaccia o no, cambia!

In un contesto di business in continua e rapida evoluzione, poco predicibile e spesso contraddittorio, è fondamentale avere una cultura fortemente radicata che sia però adattiva. Una cultura cioè in grado di veicolare quei valori e quei principi, in cui tanto si crede, in comportamenti ed azioni nuove. Posture, magari inedite, che siano flessibili al punto da integrare in ogni circostanza quanto di nuovo il contesto impone.

Jack Welch affermava che “Il più grande vantaggio competitivo di un’organizzazione è la sua capacità di imparare e di tradurre rapidamente in azioni ciò che ha appreso“.

Questa frase non solo è condivisibile ma, se la si legge da una prospettiva evoluzionistica, di fatto è quanto la storia della nostra storia ci ricorda da milioni di anni.

Possiamo infatti dare la colpa alla crisi finanziaria scoppiata alla fine del 2006 negli Stati Uniti, ai comportamenti illeciti, maldestri e deplorevoli di Istituzioni e singoli, a funesti e macabri fenomeni di massa, allo sconvolgimento degli equilibri geopolitici del Medio Oriente, a Bin Laden o all’ISIS ma la verità alla fine ce la racconta l’evoluzione che, da milioni di anni, ci accompagna: se una “specie” non è capace di adattarsi ai cambiamenti – e a farlo rapidamente – è destinata ad essere spazzata via dalla Vita; se, viceversa, è capace di fare sintesi e acquisire dal nuovo e l’inaspettato una nuova conformazione che ne modifica il fenotipo allora avrà chance di sopravvivere e, nel farlo, l’opportunità di  evolvere.

La storia della nostra storia da sempre ci narra che la Vita chiama la Vita, non nella quiete e nel silenzio ma nell’instabilità del caos e nel tumulto del conflitto. L’entropia e la dissipazione che ne derivano è quanto ha permesso di creare organismi sempre più sofisticati e complessi e alla vita di giungere ai giorni nostri. Proprio in questa costante instabilità Noi, come Singoli o come Organizzazioni, dobbiamo trovare la giusta forza e la giusta motivazione per agire nonostante crisi, conflitti o incertezze.

Certo ne riconosco fatica e frustrazione talvolta anche dolorosa ma, a ben vedere, è l’unico vero potere che ognuno di noi ha per vivere ed evolvere. Noi adulti spesso dimentichiamo quanto sia stato difficile per ciascuno imparare a muovere i primi passi nella propria esistenza, ad apprendere le prime nozioni e lezioni di vita. Abbiamo rimosso quante volte, affranti, siamo caduti e ci siamo rialzati e quanto lento e difficile è stato conquistare, giorno dopo giorno, un frammento di quello che in futuro abbiamo chiamato maturità.

Ignoro chi leggerà queste riflessioni ma a tutti coloro che hanno la responsabilità di guidare il destino della propria Impresa, e a coloro che da essa dipendono, dico quanto dico a me stesso:

  • Analizzate e individuate con obiettività gli aspetti della cultura della vostra azienda che, sebbene vi siano tanto gelosamente cari, devono essere corretti in quanto oramai ostacolano il cambiamento dovuto. Nel farlo siate umili e non orgogliosi: nessuno vi toglierà mai i frutti del bene che fino ad oggi avete fatto.
  • Siate creativi nel definire con chiarezza le caratteristiche e i comportamenti culturali che si intendono e si devono introdurre nella “nuova” cultura aziendale. Date spazio all’ascolto di voi stessi e di chi, con voi, condivide l’incertezza del futuro. Imparate, cadendo e rialzandovi, a volare alto. Non a un metro da terra, neanche a cinque metri ma più in alto, sopra le nuvole, in modo da vedere nitido l’orizzonte verso cui condurre voi e la vostra squadra.
  • Condividete con passione, coinvolgimento e coerente pathos la nuova rotta con tutte le risorse che ogni giorno sono lì insieme a voi a vivere fatiche, speranze e successi. Non importa chi sono o cosa fanno, se sono lì, è perché hanno ragion d’essere lì e quindi indispensabili nonostante, cinicamente, si è soliti ascoltare il ritornello che “nessuno è indispensabile”.
  • Siate leader pazienti spiegando il perché alcuni atteggiamenti devono essere corretti e perché e come i nuovi comportamenti porteranno all’organizzazione benefici.
  • Abbiate il coraggio di agire.
  • Abbiate il coraggio di intraprendere azioni concrete, anche se impopolari e dolorose, affinché uno slogan si trasformi in una idea, un’idea in una prassi, una prassi in una strategia.

Alessandro Onelli
Counselor Trainer, PCM® Trainer & Coach, Amministratore SynaptoGenesis S.R.L.
Cell +39 348.2316307
alessandro.onelli@synaptogenesis.it | www.synaptogenesis.it

No Comments

Post A Comment