La vita accade. L’esperienza, però, non è semplicemente ciò che ci accade, ma ciò che impariamo da ciò che ci accade.
È in questo passaggio che un evento, anche quando non lo abbiamo scelto, può diventare occasione di consapevolezza. Non possiamo modificare ciò che è già avvenuto, ma possiamo comprendere ciò che ci ha lasciato, riconoscere il nostro margine di azione e decidere quale direzione dare alla risposta.
A volte proprio l’instabilità ci costringe a lasciare equilibri che non ci rappresentano più, a riconoscere risorse che non sapevamo di possedere e a costruire una traiettoria nuova. Non si tratta di cancellare ciò che è accaduto, né di attribuirgli forzatamente un significato positivo, ma di non permettere che esso esaurisca tutte le possibilità future.
Anche il mio percorso professionale è nato dall’incontro tra esperienze molto diverse: ricerca scientifica, pubblica amministrazione, impresa, tecnologia, management, formazione, counseling, coaching e scuola. Oggi porto queste esperienze nel lavoro educativo e nella relazione con le persone, cercando di tenere insieme rigore, ascolto, responsabilità e concretezza.